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Filtri per cappa: tutto ciò che c’è da sapere

La funzione principale della cappa da cucina è quella di aspirare via fumo e cattivi odori, prodotti durante le preparazioni abituali. Per questa ragione è bene porre particolare attenzione sul sistema di filtraggio di una cappa, prima di comprarne una che sia poco potente o inefficiente.

A seconda delle dimensioni dell’apparecchio una cappa può possedere un numero variabile di filtri. Questi possono essere uno, due, tre o quattro, e svolgono tutti la stessa funzione: intrappolano gli odori emessi dal cibo in cottura, e trattengono persino le particelle più piccole di residui di cibo. Una cappa con un dei filtri efficienti è in grado di mantenere un buon odore in cucina, senza impregnarne i muri e la tappezzeria del classico aroma di prodotto alimentare.

In base alla tipologia e alla funzione svolta possiamo distinguere due diversi filtri: quelli anti odore ai carboni attivi, e quelli anti grasso. Sono i primi a catturare gli odori, e trattenerli al loro interno senza spargerli nell’ambiente. I filtri anti grasso invece sono formati da pannelli rimovibili (si possono smontare per poterli lavare per esempio) che periodicamente vanno sostituiti. Possono essere di materiali diversi, come il metallo, acciaio e alluminio, ma tutti presentano una stessa struttura a nido d’ape. Questi filtri hanno il compito di trattenere le particelle di grasso e cibo che l’aspiratore attira verso il tubo. Se non ci fossero la cappa si intaserebbe in pochissimo tempo, perdendo di forza e resa. Inoltre il rischio è che tali particelle possano finire nel motore, fino a fonderlo, se questa componente non fosse pronta ad arrestarne l’ascesa. Ovviamente una cappa con quattro filtri ha una potenza di assorbimento superiore a una più piccola e meno accessoriata. Tuttavia se non abbiamo particolari esigenze potrebbe risultare addirittura inutile (a meno che per esempio non friggiamo spesso, o non ci serve per una cucina professionale).

Per capire se una cappa ha un’aspirazione buona ci basterà guardare alla classe energetica: la A è il massimo in fatto di resa e qualità, e la G (lettera massima a cui si può arrivare in questi casi) è da considerarsi la classe più scarsa.